BINARI
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 2 ore fa
Regia di MIRIAM PREVIATI
Tipologia: CORTOMETRAGGIO
Anno 2026

Da qualche mese mi girava in testa l’idea di scrivere e realizzare qualcosa su questa tematica e raccontare una storia che, in realtà, è la storia di tanti (ma davvero tanti!), e se pensi di non poterti immedesimare in nessuno dei personaggi… mi dispiace dirtelo, ma forse sei una “Giulia” anche tu. 🥴Ma di che argomento stiamo parlando? Ve lo dico con la sinossi, che suona quasi come un racconto di Asimov:
Diviso tra due mondi che non riesce (o non vuole) scegliere,
Antonio costruisce una propria verità, in cui le sue due relazioni parallele trovano spazio e senso.
Sul treno, luogo di passaggio e sospensione, prova a raccontarsi e a giustificarsi,
lasciando sospesa una domanda: è possibile tenere tutto, senza perdere niente?

Anche quest’anno il Nonantola Film Festival è stato un potente innesco per la mia creatività. Il concorso (quello in cui devi realizzare un cortometraggio in soli quattro giorni, inserendo tre elementi obbligatori) è stato la culla di questo progetto. Come spesso accade, l’ispirazione è arrivata all’alba, in quello spazio sospeso in cui Morfeo mi abbandona e l’inconscio si intreccia con la parte più lucida del mio cervello.
Così è nato Binari: tra un sogno trattenuto un po’ più a lungo, una reminiscenza di dolori vissuti, i volti di attori incontrati nei giorni precedenti… e quegli oggetti obbligatori che, sorprendentemente, sembravano fatti su misura per la mia storia.

Antonio, il protagonista del corto, ama due donne contemporaneamente. Le ama in modo diverso e nonostante la morale, non si sente in colpa. Binari è un corto che vuole metterci davanti agli occhi la realtà di queste scomode situazioni, e che prova ad osservare e a capire chi è al centro del ciclone, senza giudicare. La mia intenzione era una sorta di “invito”: “Ehi, guarda davvero chi è un uomo che tradisce. Entra nel suo bisogno, nella sua fragilità emotiva. Ascoltalo, prova a comprenderlo.” Quest’uomo che tra l'altro sembrerebbe essere il protagonista della vicenda… MA che in realtà non è il solo. Posiamo gli occhi sulle tre donne che Antonio vive e attraversa: Giulia (la moglie), Rebecca (l'amante) e Luisa (la terza). Tre donne splendide, dalla rara bellezza, con un potenziale femminile e professionale pienamente espresso. Donne che saprebbero stare in piedi anche da sole.
A ciascuna di loro ho “regalato” uno degli elementi obbligatori. Nello specifico:
Il palloncino (simbolo del gioco, della famiglia) racconta quel giorno spensierato di Giulia al luna park con le loro bimbe, Teresa e Lucia.
Il lucchetto al collo di Rebecca sottolinea il suo rapporto con la sessualità e la passione: una forza viva, capace di accendere e far sentire visto un uomo che aveva bisogno proprio di questo tipo di sguardo.
La frase "Resta solo da capire se è un inizio o una fine" la troviamo nel titolo del libro che legge Luisa; suona come una promessa di futuro, che prende forma nei loro sorrisi fugaci e curiosi.
E in mezzo a tutto questa beltà, si capisce perché Antonio non riesca a scegliere.

Il corto è stato girato in tre mezze giornate, e mi sono sentita davvero fortunata: è sembrato che ogni cosa si incastrasse al posto giusto. Banchine semi-deserte, attori che “Miri voglio esserci, ma ho libero solo il giorno X!” (ovvero proprio il giorno in cui io dovevo girare quella scena perchè si incastrava con la disponibilità della location). Amici della troupe che si sono resi disponibili in modi che non avrei mai immaginato. Ho decisamente esagerato con la quantità di scene e il livello di difficoltà: girare su un treno non è facile. Figuriamoci senza permessi, senza tempo e senza possibilità di replica nel caso di imprevisti. E… Ops. 🙃 L’imprevisto c’è stato. Il treno su cui viaggia Antonio… è sempre diverso! (Voi lo sapevate che esistono regionali con interni completamente differenti per la stessa tratta? Io no. 😄)

Sono comunque riuscita a portare a casa ciò che avevo immaginato, dando a ogni personaggio il suo spazio, all’interno di un montaggio serrato che comprime il tempo e accelera il respiro del film. Ne ho montato una versione più “respirata” per altri festival, perchè dopo tutto questo sbattone direi che uscire dai 4 minuti "risicati" e mandarlo un po' in giro è il minimo! 😉
Una cosa importante che ho imparato da regista è che nonostante il tentativo di portare piena verità e neutralità, il mio attore protagonista non è riuscito a scollarsi dal giudizio che aveva per il suo personaggio: la morale che la società ci impone è troppo viscerale e sul monologo finale ci sono stati parecchie difficoltà. Ma forse perchè c'è un'altra verità da tenere in considerazione, ovvero che nella realtà di chi vive una doppia vita, la verità è sfuggente, compromessa, non del tutto accessibile. E un "vero Antonio" probabilmente non riesce ad essere vero fino in fondo, quindi... perchè deve esserlo il suo personaggio?

E non so voi, ma a me viene anche da chiedermi… Ma queste donne, così stabili e potenti, non meriterebbero qualcosa di diverso dalla loro relazione d'amore?
Ho lanciato un sasso e sono curiosa di sapere cosa ne pensate.
Che siate Antonii, Giulie, Rebecche o Luise... vi auguro di vivere l'amore nel modo più pieno e vero che possiate sentire.
Alla fine non abbiamo vinto il concorso, e imparo anche che bisogna partecipare per divertirsi e non per vincere. Io mi sono comunque divertita, spero anche voi a vedere il corto, eccolo qui:
un Film di MIRIAM PREVIATI
Direttrice di Fotografia
ANXHELA SERAJ
Sound JACOPO PINZELLO
Assistente alla Regia
VERONICA RUBBA
Edizione SELENE CAVALLIN
Montaggio MIRIAM PREVIATI
Logistica Treni LORENZO CRISTINI VERONICA RUBBA
CON
Antonio Alberto Tordi
Giulia Alessandra Carrillo
Rebecca Altea Hernandez
Luisa Claudia Guidi
Teresa Olivia Grillo
Lucia Diana Nobilio
Amici Tomàs Acosta Gabriella Di Lauro Veronica Rubba
RINGRAZIAMENTI
Gabriella Di Lauro
Veronica D'Alessio
Silvia Franci
Catalina Barbuceanu
Francesco D'Ignazio
© 2026 Miriam Previati






































